Edizione 2020

2020

Vincitore della Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2020:

SCIÙ SCIÙ – BROKEN BECOMES BEAUTIFUL
Collettivo Treppenwitz
Scritto e diretto da Carla Valente
Assistente alla regia Simon Waldvogel
Con la collaborazione di Federica Carra, Aurelio Di Virgilio, Anahì Traversi

La prima domanda è stata: che vuol dire “broken” per me? Come ci si sente nei propri panni? Quanto conta lo sguardo degli altri?
Ho deciso di partire dalla mia storia autobiografica e di trasformarla attraverso la creazione artistica in un pensiero universale.
Sciù sciù è il nome con cui da bambina mi chiamava mia nonna. Un vezzeggiativo napoletano che vuol dire carina, dolce come un pasticcino: esercitazioni di bellezza.
Sciù sciu è un modo per tornare a se stessi, ritrovarsi e creare nuove possibilità di esistenza. È la storia di un corpo e di una storia che non vuole essere per forza una storia. Sono nata con una malformazione alla mano.
Possono esserci diverse cause, ma la più plausibile potrebbe essere la radioattività della centrale nucleare del Garigliano che si trova a circa trenta km da Gaeta, città in cui sono nata.
A Gaeta e nei paesi limitrofi vi è un alto tasso di tumori, leucemie e malformazioni agli arti probabilmente a causa della dismissione della centrale disattivata nell’82.
Ancora oggi non vi è un sito di rigenerazione delle scorie radioattive.
Sciù sciù- Broken Becomes Beautiful è una storia di scorie per gettare luce su una situazione ferma da decenni ma molto pericolosa per tutti i cittadini non solo della Campania e del sud pontino.
Un antico proverbio dice: “Il pesce non vede l’acqua perché ci vive dentro”.
Sciù sciù è un’immersione tra le fratture che ognuno di noi ha dentro, che spesso vive come mancanze, come disabilità: il diritto alla bruttezza.
Le parole diventano importanti, il corpo diventa il centro di gravità attraverso cui ridisegnarsi.
Aspirare a qualcosa fuori di noi, un viaggio angosciante e non uno stimolo a crescere.
E nel bisogno ossessivo di limare ogni angolo, di cancellare l’intruso, di spingerlo con forza dentro ci si allontana sempre di più dalla nostra vera natura. Nessuno è immune all’illusione della perfezione. Esercitazioni di bellezza, potrebbe essere un sottotitolo al sottotitolo.
Sciù Sciù – Broken Becomes Beautiful vuole essere un elogio alla vita imperfetta attraverso la fragilità, la vulnerabilità che appartiene ad ognuno di noi.
Le cicatrici diventano gioielli da esibire. Quella che per la protagonista è una mano vuole essere il veicolo che per chiunque altro è una personale mancanza. Una mancanza che assume quindi la statura di esperienza universale. Una presa di coscienza della propria finitezza, che assume in ognuno una forma diversa e particolare.


Vincitore della Menzione Speciale della Giuria Allievi Scuole di Teatro di Milano:

STUDIO SU ()PERA DIDASCALICA
Con Raimonda Maraviglia, Alessandro Paschitto, Francesco Roccasecca
Luci: che luci?
Musiche: quali musiche?
Scene: a pro di che?
Costumi : senza
Regia Alessandro Paschitto 
Vincitore del Premio Leo De Berardinis 2021
Vincitore del bando nazionale Call from the aisle 2020
Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale con il sostegno di C.U.R.A. Centro Umbro di Residenze Artistiche, Micro Teatro Terra Marique, Corsia Of – Centro di Creazione Contemporanea
Si ringrazia Mario Autore, Giulia Sangiorgio, Eliana Rotella, Chiara Cucca, l’Asilo – Ex Asilo Filangieri

Cosa resta se facciamo a meno di trame e personaggi? Se il dialogo viene abbandonato perché fonte di ulteriore incomprensione? Se non c’è più nemmeno la necessità di agire? Lo spazio è vuoto, disallestito, nudo. Le luci di sala sono accese. Le casse spente, non c’è audio riprodotto. Anche chi va in scena: ci va con i suoi abiti del giorno. L’incapacità di rappresentare si fa immagine paradossale di un’altra incapacità: quella di vivere. L’azione è sempre interrotta sulla soglia, sfiorata, presagita, messa in discussione e, là dove portata a termine, poi riconosciuta nella sua insensatezza costitutiva. Un saltello che è un saltello e basta: inutile. Uno spostarsi da un punto a un altro: andirivieni vago. E un dito che nulla indica: perché? Perché portare in scena un lavoro simile? Può, nella sua sguarnita caducità, riuscire a essere qualcosa anziché niente? Perché non fare il taglio a monte, rinunciando? Perché farlo? Di tentativo in tentativo, fallimento in fallimento, qualcosa sembra rimanere. Un’eco, un sedimento che si cumula, un’impressione sempre più presente nel vuoto dello spazio. I tentativi scavano come dei solchi, divaricano parentesi ancora non riempite. Se qualcosa appare in scena, lo fa solo in quanto proiettato da un di dentro di chi osserva. Il luogo della rappresentazione si sposta dalla scena vuota al retro dei suoi occhi. Come quando si aspetta un ceffone e non arriva. Dov’è finito? Dentro di noi.


Vincitore del Premio Enea Ellero Teatro Sociale:

IL LEGGERO PESO DELLA FINE
Odissea – Storia di un ritorno
Progetto 2019/2020 del Laboratorio di Teatro Sociale Scialla

Scialla è un laboratorio di teatro che si svolge al Barrio’s, centro sociale nel cuore del quartiere Barona alla periferia sud ovest di Milano, promosso dall’Associazione Amici di Edoardo Onlus in collaborazione con ATIR Teatro Ringhiera.
Da 4 anni coinvolge gli adolescenti del quartiere (12/18 anni) nella sfida che il teatro impone a tutti, attori o spettatori che siano: riflettere su se stessi e sul proprio ruolo.
Il gruppo ha raggiunto una sua maturità artistica, tanto da essere coinvolto in un progetto di produzione ambizioso promosso dalla compagnia ATIR Teatro Ringhiera: Odissea- Storia di un ritorno.
Nell’ottobre del 2017, infatti, dopo dieci anni al Teatro Ringhiera, ATIR è costretta a lasciarlo per improrogabili lavori di ristrutturazione.
Negli anni al Ringhiera la compagnia ha costituito una vera e propria comunità, vasta e trasversale, formata in larga parte dai partecipanti ai laboratori di teatro sociale: over 60, persone con disabilità, bambini, adolescenti, coniugando proposte artistiche di qualità con attività rivolte ai cittadini e al territorio, nella convinzione che l’arte teatrale possa costituire un potente strumento di inclusione, aggregazione e benessere.
Quest’anno, al terzo anno di diaspora, tutti questi laboratori si ritroveranno intorno ad un unico tema di lavoro: l’Odissea. Ciascun gruppo lavorerà su episodi specifici, tradotti ad hoc da un team di esperti con cui ATIR collabora da tempo. A fine maggio ciascun laboratorio presenterà i diversi saggi/episodi. Da ognuno, Serena Sinigaglia sceglierà un frammento per arrivare a costruire un unico spettacolo/evento che si svolgerà a fine settembre in alcuni spazi significativi della città.
Scialla lavorerà su due canti di Odissea pensati appositamente per la natura del gruppo: i lotofagi e l’ade ovvero le dipendenze e la morte.
Lo spettacolo sarà frutto di un lavoro di composizione drammaturgica condivisa e di scrittura scenica corale. I ragazzi sono chiamati non solo ad un’esperienza esclusivamente attorale ma ad un lavoro autorale, di
produzione e selezione dei materiali inerenti ai temi legati all’
Odissea, da condividere con il gruppo in sede laboratoriale e di prova.
Si lavorerà esplorando le diverse sfaccettature, non escludendo gli aspetti ironico-grotteschi che temi così forti e universali possono nascondere.
I ragazzi hanno già iniziato a portare proposte che spaziano dalla scrittura originale alla composizione fisica a canzoni, immagini e improvvisazioni, i linguaggi poi utilizzati nello spettacolo.
Alcuni studenti dell’Accademia di Brera (coinvolta nel progetto 
Odissea) parteciperanno a tutti gli incontri di laboratorio per definire un progetto di scenografia.
La regia avrà cura di migliorare, sviluppare e comporre le varie proposte portate dai ragazzi durante l’intero anno laboratoriale avendo come obiettivo del percorso un’autonomia artistica del singolo e del gruppo, una regia messa a servizio del lavoro che nasce durante gli incontri.


 


Progetti finalisti:
LA CURA DEL FIORE – Artisti a Progetto | Di Mele Ferrarini | Con Paolo Mazzanti e Mele Ferrarini
SCIÙ SCIÙ – BROKEN BECOMES BEAUTIFUL – Collettivo Treppenwitz | Scritto e diretto da Carla Valente | Assistente alla regia Simon Waldvogel | Con la collaborazione di Federica Carra, Aurelio Di Virgilio, Anahì Traversi
RADICI | Di Simone Corso
STUDIO SU ()PERA DIDASCALICA | Con Raimonda Maraviglia, Alessandro Paschitto, Francesco Roccasecca | Luci: che luci? | Musiche: quali musiche? | Scene: a pro di che? | Costumi : senza | Regia Alessandro Paschitto 
LA FORESTA | Collettivo I Pesci